L’odio che portiamo nel cuore è per Sole e Baleno e per tutti gli altri che sono morti o che marciscono nelle galere e’ l’odio contro questo sistema e contro tutti i menestrelli ed i guardiani che lo mantengono.
ANARCHICI
Breve riassunto dei fatti,in tutto il loro schifo:
Silvano Pelissero,Edoardo Massari (Baleno) e l’argentina Maria Soledad Rosas (Sole) sono tre anarchici che nei primi "anni 90" furono accusati ingiustamente di ecoterrorismo.La drammatica vicenda, una vera e propria montatura giudiziaria, si concluse con il suicidio di Sole e Baleno e la condanna di Pellissero, ma non per associazione terroristica.Il tutto si innesca nella lunga storia, non ancora conclusa, della costruzione della linea del TAV, adibita ai treni ad alta velocità che dovrebbero attraversare la Val Susa con conseguenze a dir poco drammatiche, non solo dal punto di vista ecologico...Fra l’Agosto del 1996 ed il Gennaio del 1998 in Val Susa si verificarono numerosi atti di sabotaggio diretti contro centraline elettriche, trivelle, impianti della Sitaf, della Telecom, Omnitel e un ripetitore Mediaset, rivendicati dai fantomatici “Lupi Grigi”.Questi attentati non hanno mai provocato danni ingenti; unica eccezione il furto di alcune attrezzature dal Municipio di Caprie, seguito da un incendio.L’attentato di Caprie (uno degli 11 comuni che fin dall’inizio si sono opposti all’alta velocità) è l’unico che appare immediatamente non avere nulla a che fare con i sabotaggi avvenuti fino a quel momento, in quanto l’obiettivo non ha nessuna affinità con i precedenti.I PM/BOIA Maurizio Laudi e Marcello Tatangelo si concentrano proprio su quest’”attentato”, cercando di addossare la responsabilità ai tre anarchici e costruendo un vero e proprio castello accusatorio, fortemente sostenuto dai mass-media di regime. Il 5 Marzo 1998 Silvano Pelissero, Edoardo Massari e l’argentina Maria Soledad Rosas,che convivevano nell’ex obitorio del manicomio di Collegno di Torino occupato dal Giugno 1996, vengono arrestati. La sera dello stesso giorno, poliziotti e carabinieri procedono allo sgombero dell’Asilo Occupato di via Alessandria e l’Alcova di corso S. Maurizio (entrambi di Torino),distruggono ogni cosa, rompono vetri, impianti igienici e tutto ciò che gli capita sotto mano (L’Asilo viene rioccupato in serata). I tre squatters vengono posti in isolamento senza che alcuno gli comunichi la gravità delle accuse che pende sul loro capo: associazione sovversiva con finalità di terrorismo, secondo l’ art. 270 bis del codice di procedura penale. Il 7 Marzo il giudice per le indagini preliminari Fabrizia Pironti conferma l’arresto con l’accusa di associazione sovversiva con finalità di terrorismo.Fin dall’inizio le indagini partono dall’assunto che i colpevoli sono i tre anarchici ed è quindi necessario solo trovare le prove a loro carico. Nonostante lo smodato uso di intercettazioni ambientali, delle telecamere e delle frequenti perquisizioni, nessuna prova schiacciante viene però effettivamente trovata a carico dei tre. Nonostante il niente in mano ai PM il procedimento continua ad andare avanti, soprattutto "grazie" al sostegno mediatico.Proprio l’opera dei giornalisti si rivelerà decisiva nello screditamento degli anarchici vicini ai tre giovani, alimentando paure e costruendo un processo mediatico in cui la condanna è già scritta. I media enfatizzano il ritrovamento di “prove” inesistenti (n.d.r diciannove fantomatiche molotov già confezionate e una micidiale pipe-bomb, un tubo di ferro pieno di esplosivo!) che mai verranno presentate al processo e di cui nessuno parlerà più. Sin dal 7 Marzo 1998 i quotidiani torinesi escono con titoli altisonanti: “Blitz contro gli eco-terroristi” “I Lupi grigi presi nei centri sociali – Lunga indagine con un infiltrato, sequestrate bombe e micce” “Squatters anarchici con la passione delle armi” (La Stampa), “Fermati tre sovversivi – Una pista sugli attentati anti-Tav in Val Susa” (La Repubblica). Subito dopo l’arresto di Sole, Baleno e Silvano, un presidio di protesta contro gli arresti e gli sgomberi, davanti al municipio di Torino, è brutalmente caricato dalla polizia. Nel corso degli scontri, volutamente cercati dalle forze dell’ordine, alcune vetrine cadono in frantumi. E’ questo il pretesto che scatena definitivamente i mass-media nella loro opera di demonizzazione degli squatters torinesi (gli italiani imparano proprio in questo periodo a conoscere la parola squatters). Gli anarchici,e gli squatters nello specifico, vengono proposti dai giornalisti (e dal loro codazzo di politicanti, psicologi, sociologi e pseudo studiosi vari) all’immaginario collettivo come teppisti, violenti, disadattati, ecoterroristi, schegge impazzite in balia del disagio giovanile e altre amenità simili... Il 26 Marzo il tribunale respinge ogni istanza di liberazione “in quanto esistono forti contiguità fra i tre indagati e gli autori degli attentati” ed “è elevatissimo il rischio di reiterazione di reati di natura analoga”... Sabato 28 Marzo all’alba, secondo la versione ufficiale, Edoardo Massari viene trovato agonizzante, impiccato con le lenzuola alla sua branda del carcere torinese delle Vallette (n.d.r le testimonianze degli abitanti delle case popolari antistanti il carcere rivelano che sin da verso la mezzanotte si sentivano arrivare ambulanze e volanti a sirene spiegate). Dopo il suicidio-assassinio di Stato di Baleno, la morbosità mass-mediatica esplode in tutto il suo squallore:Molti giornalisti decidono di non rispettare il desiderio della famiglia Massari di poter seppellire in pace il proprio congiunto in presenza solo dei parenti e degli amici, scatenando la comprensibile ira degli amici di Edoardo, di cui fanno le spese il cronista Daniele Genco e l’auto dell’inviato de Il Manifesto Paolo Grisieri.Questa è un'altra occasione per un nuovo assalto dell’informazione nei confronti degli squatters (accusati ora di picchiare anche i giornalisti) e dei centri sociali. Il movimento reagisce chiudendo ogni dialogo con la stampa, salvo poi indire una provocatoria conferenza stampa nella quale alcuni anarchici porgono provocatoriamente ai cronisti vogliosi di nuove notizie carcasse di pollo e scarti di macelleria...Soledad giunge in Italia nel Giugno 1997 senza essersi mai interessata di politica,ma secondo l’accusa nel giro di 4 mesi sarebbe immediatamente diventata l’esponente di un’organizzazione eversiva clandestina operante in una zona di cui ignorava persino l’ubicazione (tra l’altro alcuni sabotaggi sarebbero avvenuti quando lei era ancora in Argentina)...Soledad si rende conto di essere vittima di una vera e propria congiura. Il suo stato di prostrazione peggiora dopo la morte di Baleno, con cui aveva iniziato una relazione. Questa è una sua lettera:
Compagni
La rabbia mi domina in questo momento. Io ho sempre pensato che ognuno è responsabile di quello che fa, però questa volta ci sono dei colpevoli e voglio dire a voce molto alta chi sono stati quelli che hanno ucciso Edo: lo Stato, i giudici, i magistrati, il giornalismo, il T.A.V., la Polizia, il carcere, tutte le leggi, le regole e tutta quella società serva che accetta questo sistema.Noi abbiamo lottato sempre contro queste imposizioni e' per questo che siamo finiti in galera.La galera e' un posto di tortura fisica e psichica, qua non si dispone di assolutamente niente, non si può decidere a che ora alzarsi, che cosa mangiare, con chi parlare, chi incontrare, a che ora vedere il sole. Per tutto bisogna fare una "domandina", anche per leggere un libro. Rumore di chiavi, di cancelli che si aprono e si chiudono, voci che non dicono niente, voci che fanno eco in questi corridoi freddi, scarpe di gomma per non fare rumore ed essere spiati nei momenti meno pensati, la luce di una pila che alla sera controlla il tuo sonno, posta controllata, parole vietate. Tutto un caos, tutto un inferno, tutto la morte.Così ti ammazzano tutti i giorni, piano piano per farti sentire più dolore, invece Edo ha voluto finire subito con questo male infernale. Almeno lui si e' permesso di avere un ultimo gesto di minima liberà, di decidere lui quando finirla con questa tortura.Intanto mi castigano e mi mettono in isolamento, questo non solo vuol dire non vedere nessuno, questo vuol dire non essere informata di niente, non avere nulla neanche una coperta, hanno paura che io mi uccida, secondo loro il mio e' un isolamento cautelare, lo fanno per "salvaguardarmi" e così deresponsabilizzarsi se anche io decido di finire con questa tortura. Non mi lasciano piangere in pace, non mi lasciano avere un ultimo incontro con il mio Baleno.Ho per 24 ore al giorno, un'agente di custodia a non più di 5 metri di distanza.Dopo quello che e' successo sono venuti i politici dei Verdi a farmi le condoglianze e per tranquillizzarmi non hanno avuto idea migliore che dirmi: "adesso sicuramente tutto si risolverà più in fretta, dopo l'accaduto tutti staranno dietro al processo con maggiore attenzione, magari ti daranno anche gli arresti domiciliari". Dopo questo discorso io ero senza parole, stupita, però ho potuto rispondere se c'è bisogno della morte di una persona per commuovere un pezzo di merda, in questo caso il giudice.Insisto, in carcere hanno ammazzato altre persone e oggi hanno ucciso Edo, questi terroristi che hanno la licenza di ammazzare.Io cercherò la forza da qualche parte, non lo sò, sinceramente non ho più voglia, però devo continuare, lo farò per la mia dignità e in nome di Edo.L'unica cosa che mi tranquillizza sapere e' che Edo non soffre più. Protesto, protesto con tanta rabbia e dolore.
Sole
P.S. Se mettermi in carcere vuol dire castigare una persona, mi hanno già castigata con la morte o meglio con l'assassinio di Edo. Oggi ho iniziato lo sciopero della fame, chiedendo la mia libertà e la distruzione di tutta l'istituzione carceraria. La condanna la pagherò tutti i giorni della mia vita...
Sabato 11 Luglio anche Maria Soledad Rosas muore suicida impiccandosi con le lenzuola al tubo della doccia nei locali della comunità Sottoiponti di Benevagienna dove era tenuta agli arresti domiciliari.Il mese di Agosto è quello dei "pacchi bomba" inviati per posta al PM Maurizio Laudi, al giornalista Genco, al consigliere regionale dei verdi Pasquale Cavaliere, a Giuliano Pisapia e al consigliere di Rifondazione di Milano Umberto Gay, pacchi bomba che non esplosero e non fecero danni né vittime. Questi pseudo attentati vengono ovviamente rivendicati dai "Lupi grigi", la fantomatica organizzazione alla quale i tre anarchici erano stati accusati di appartenere, divenendo una nuova occasione per criminalizzare ulteriormente il movimento...Il Manifesto, l’Unità, Liberazione, giusto per citare i casi più clamorosi, contribuirono a diffondere notizie senza alcun fondamento, come quelle che attribuivano a Silvano Pelissero un passato nell’estrema destra e addirittura collusioni con i servizi segreti...Alcuni anarchici purtroppo prendono le distanze o comunque non si accalorarono eccessivamente nella difesa dei tre squatters. La F.A.I. (Federazione Anarchica Italiana),dopo aver sottolineato su Umanità Nova la propria equilibrata partecipazione al corteo del 4 Aprile, si ritira dalla scena e non si occuperà più della vicenda, se non alla morte di Soledad, fino alla conclusione del processo. Dario Fo e Franca Rame si espressero in maniera assai brutale nei confronti dei tre ragazzi: “Ma che anarchici,sono solo ignoranti e sbandati” (Franca Rame). Umanità Nova comunque risponde per le rime a Dario Fo e consorte: “Una cosa però, signor Fo, non le permettiamo assolutamente: lei non ha i titoli né l’autorità morale per dispensare patenti o brevetti di veri anarchici a chicchessia. Lei, al massimo, può dire chi è un vero attore drammatico o un vero giullare. Si occupi del suo mestiere e smetta di ciurlare nel manico”... Il processo di primo grado si chiude il 31 Gennaio 2000 con una condanna a 6 anni e 10 mesi per Pellissero: furto e devastazione al municipio di Caprie, associazione sovversiva, attentato alla cabina elettrica di Giaglione, detenzione di esplosivi etc.etc.... Il processo di appello, svoltosi in un solo giorno (18 Gennaio 2001) opera un solo riconoscimento alle tesi difensive: l’assoluzione per fabbricazione di ordigno esplosivo. La pena viene ridotta a 6 anni e 1 mese. Il 21 Novembre 2001 a Roma la Corte di Cassazione invalida l’accusa di attività terroristica con finalità eversive. Il 4 Marzo 2002, alla scadenza dei quattro anni di detenzione la magistratura emette l’istanza di scarcerazione di Silvano per decorrenze dei termini.Viene però effettivamente liberato solo il 12 in quanto i carabinieri lasceranno passare un’intera settimana prima di comunicare la notizia all’interessato... Nel 2002 la Corte di Cassazione di Roma smonta le tesi dei pm torinesi Maurizio Laudi e Marcello Tatangelo:Non si trattava di un’associazione terroristica, ma di tre persone che al massimo si erano macchiate di reati comuni. Venendo a cadere l’accusa più grave (le finalità eversive e terroristiche dei reati contestati) la Corte d’Appello di Torino riduce la pena per Silvano a 3 anni e 10 mesi...
(Manifestazione in favore di Sole,Baleno e Silvano)
NOI NON DIMENTICHEREMO MAI.
NO COPYRIGHT
NESSUN DIRITTO / NESSUN DOVERE
Ciò che è di questo mondo ha un prezzo. Nulla sembra sottrarsi a questa legge imperativa. Qualunque cosa desideriamo, la dobbiamo pagare. Il copyright, la «riserva del diritto d'autore sulla riproduzione di un'opera» (libro, disco, programma che sia), è un chiaro esempio di come sia il denaro a scandire la nostra vita, a regolarla e ad orientarla. Quando andiamo in libreria e acquistiamo un libro, sborsando una somma più o meno elevata, ne usciamo solitamente soddisfatti di poter godere un bene che riteniamo di aver liberamente scelto. Ma non è proprio così. La nostra scelta dipende dalle nostre possibilità economiche, dalla selezione di libri che qualcuno ha messo "a nostra disposizione"; qualcuno che a sua volta ha dovuto scegliere fra i libri che un altro ancora ha scelto per lui. Dunque il lettore è condizionato dalle scelte del libraio, che è condizionato dalle scelte del distributore, che è condizionato dalle scelte dell'editore.
Il risultato di questo iter non ha nulla a che vedere con il nostro "sapere” e la nostra "cultura", ma solo col conto in banca dei tanti bottegai. In tutto ciò il copyright svolge un ruolo importante, determinando le scelte di un editore, il prezzo di un libro, la sua stessa presenza in libreria, fino alla nostra possibilità di acquisto. Serve cioè ad arricchire chi sfrutta un nostro desiderio: leggere un libro, ascoltare un disco o quant'altro. Come ogni proprietà, esso è un furto.
Da queste semplici considerazioni si potrebbe arguire che chi sostiene il copyright sia chi crede nella proprietà e nello sfruttamento e chi lo rifiuta si batta contro questo mondo basato sul profitto. Invece no. Basta darsi una occhiata attorno per accorgersi di come le carte si siano mescolate, al punto che oggi è possibile sentir criticare l'utilizzo del copyright da chi non ha alcun interesse a cambiare le cose, mentre lo si vede non di rado usare da chi avrebbe tutti i motivi per non farlo.
Ciò che permette a un reggicoda dell’esistente di sostenere l'abolizione del copyright è la mutazione del sistema di dominio che, dopo aver affidato per secoli la propria sopravvivenza alla conservazione dell'ordine delle cose, fa dell’innovazione la garanzia della propria perpetuazione. Il potere non rimane più attaccato con i denti e con le unghie al passato e alle sue forme, ma al contrario si riproduce aggiornandosi continuamente, preparando il futuro per poterlo controllare. Ecco spigato come il copyright possa essere visto come un ostacolo al dinamismo del capitale, un intralcio alla circolazione di beni e di merci. Perché far pagare a uno schiavo le catene che lo imprigionano; non è più sicuro regalargliele, senza correre rischi?
Così, dietro alla richiesta dell'abolizione del copyright rivendicata da alcuni come "nuovo diritto sociale" si cela un'esplicita richiesta di efficienza, l'esigenza di fare andare avanti le cose senza perdere tempo, nella certezza che le perdite economiche che forse deriverebbero dalla scomparsa dei diritti d'autore sarebbero comunque ininfluenti rispetto ai vantaggi offerti - in termini di stabilità e di controllo sociale - dalla rapidità di diffusione delle merci. Non sappiamo se il capitale sarà tanto intelligente da rinunciare ad una fonte di profitto, trasgredendo una delle sue stesse regole fondamentali. Certo, la cosa ci appare piuttosto improbabile - considerando il fatto che una eventuale abolizione del copyright potrebbe costituire un pericoloso precedente - ma non impossibile. Ma in fondo, anche se ciò accadesse, cambierebbe forse qualcosa per noi? Saremmo solo più "liberi" di produrre e di consumare merci.
Dove i furbi sostenitori dell'abolizione del copyright dimostrano la propria miseria, è nella richiesta che venga riconosciuto un "diritto sociale". Rivendicare un diritto, qualsiasi esso sia, non costituisce forse un'ulteriore legittimazione dello Stato? Chi chiede diritto dice dovere. Diritti e doveri esistono quando esiste una forza esterna in grado di stabilirli, di amministrarli e di punirne la trasgressione: lo Stato. Questi democratici critici del copyright danno una mano in più al potere per aggiornarsi, indicandogli i suoi possibili punti deboli; anche utilizzando una fraseologia "radical", non riescono comunque a nascondere la loro malafede, quando criticano il copyright mentre ne fanno uso a piene mani.
Ma, oltre ai servi che dicono di voler "abolire" il copyright, ci sono anche compagni che lo utilizzano tranquillamente. Ce ne siamo chiesti le ragioni e siamo riusciti a trovarne alcune: a) una certa indolenza mentale che porta a riprodurre comportamenti altrui senza domandarsi il perché; b) le segrete brame di chi in cuor suo auspica di veder riconosciuto il proprio genio; c) lo spirito del quieto vivere di chi, pur di non avere grane, è disposto a pagare, pagare, pagare.
Per parte nostra, il rifiuto che facciamo del copyright non lo riconduciamo ad una questione di diritto, ma di libertà. In altre parole lo combattiamo perché siamo intenzionati a demolire questo mondo e quindi le sue regole basate sulla proprietà, sul profitto, sul lavoro, sulla gerarchia.
Ecco perché chiunque può usare il nostro materiale, senza chiederci permessi di sorta, senza comunicarcelo e senza citare la fonte, proprio come faremo noi, infischiandoci di possibili multe o malumori.
Prendere ciò di cui si ha bisogno e ciò che si desidera, liberamente e gratuitamente, senza pagare e senza chiedere permessi.
Qualsiasi testo, immagine,
suono che ti piace
E' TUO!
Dovunque lo troverai
PRENDILO
senza chiedere permesso e
fanne l'uso che preferisci
| hai gia capito l inizio e la fine della storia di napoli no? | |||
| berlusconi | |||
| al contrario delle altre volte | |||
| ha fatto opposizione da sottobanco | |||
| ovvero | |||
| poche comparse in tv confronto a prima ma sono successe cose strane durante il governo prodi | |||
| a napoli | |||
| il casino della rumenta | |||
| è venuto fuori dalla prima crisi di governo fino alla sua fine | |||
| e tuttisanno che è stata la mafia a bloccar tutto | |||
| c sn i dati di fatto per dire questo | |||
| oppure | |||
| partendo da un presupposto | |||
| "prodi è un figlio di troia" | |||
| ma lui stava facendo una buona cosa per alleggerire il debito europeo | |||
| ha aumentato la pressione fiscale | |||
| sta frase nn vuol dire che ha aumentato le tasse e mille altre cose come diceva l opposizione | |||
| semplicemente hanno beccato vip e ricconi che dovevano pagare troppi soldi | |||
| e il gruzzolo del paese era aumentato | |||
| il resto sono poracate di prodi | |||
| ma berlusconi ha sempre attaccato dove la gente si sarebbe irritata | |||
| gente caprona che nn sa che berluscone | |||
| apre migliaia di posti di lavoro prendendo i soldi che servono a tappare il debito | |||
| cosi vai ancora piu sotto | |||
| oppure opere archittetoniche inutili e di merda solo per dare la goduria psicologica all italiano medio | |||
| le tasse le abbassò si | |||
| vero | |||
| ma nessuno dice che le abbasso a chi nn prendeva meno di 25 000 euro all anno | |||
| ......ai ricchi..... | |||
| a napoli | |||
| c sono stati cortei degli adetti delle pulizie della strada e di quartiere,motino?.....nn gli fornivano i mezzi.....?chi?un idea cx e l ho | |||
| nessuno ne parlava in tv | |||
| che mentre questo succedeva il voto dei ricchi era tenuto a galla dal fatto che le loro strade erano le uniche ad essere pulite | |||
| ed il popolo si incazzava cn il governo giudicandolo incapace e desiderando il ritorno del faccia di gomma | |||
| strategie tra mailali | |||
| cane mangia cane | |||
| ogni cosa | |||
| qualsiasi | |||
| è malata | |||
| è sporca | |||
| purtroppo è cosi in troppe cose a cui mmagari nn si fa caso... | |||
| ma il cervello deve funzionare | |||
| e situazioni cosi nn succedono a caso all improvviso | |||
| difatti, ti ripeto, e' aggiacciante, il fatto che la mafia si e' messa a dare addosso anche ai manifestanti a napoli da quel che ho sentito | |||
| appunto | |||
| torna no? | |||
| e' anche casa loro, sembra un perfetto lavoro mercenario questo | |||
| si difatti | |||
| azzeccato |
INUTILE
Io non so perchè lo faccio
Io non so perché lo voglio
Perché ridere e soffrire
Perché nascere e morire
Senso di inutilità
Arriva senza avviso
Mi riempie di domande
Mi cela le risposte
Cosa servo cosa sono cosa devo fare
Intanto resto fermo e muto
E muoio un po’ ogni giorno
Più morto ogni giorno
Scritto da Dani ( Daniele Lupo )


venerdi dalle nove di sera in poi ci sara :
rinfresco e proiezione
serviremo da bere e proietteremo il film "essi vivono"
il prezzo della birra e' un euro piu offerta libera
deor verso l'esterno con cazze e musica fino a tardi
Domenica:
ore 15:00 in punto prima riunione del collettivo
per chi avra preso parte la sera prima e sara pronto ad appoggiarci
Frenchi.
Collettivo Anguis
Che non sia solo un modo per spezzare la fredda noia delle strade del centro;in una cittadina che lascia troppo all'immaginazione e troppo poco alla creatvita'.
Ci viene dal cuore provare a cambiare qualcosa anche se questo voglia dire fallire,anche se questo non voglia dire fallire ma semplicemente tornare a provarci.
Cerchiamo nel modo piu sincero possibile di proporre un alternativa coltivando legami ma che non si fermino alla semplice uscita domenicale per bar e pub alla ricerca di parole gia troppe volte dette sorseggiando una bevanda che costa un ora di sforzo fisico, credendo come troppe volte accade che non ce nient'altro da fare ;perche qualcosa da fare ci sara' sempre, e' solo il limite autoimposto o imposto che ci scoraggia che ci lascia credere "noi non possiamo".
noi possiamo,possiamo eccome,che sia con un semplice appuntamento guardandoci negli occhi e cominciando a parlare,quando all'inizio ci incotreremo tutti insieme e "tu" avrai la faccia tosta di proporre un tuo progetto una tua iniziativa,o il tuo semplice punto di vista,quando capirai che noi siamo qui per questo, e che "non possiamo" viene dalla bocca di chi "non vuole"(non dovete),o piu importante con qualcosa di piu impegnativo che richieda tempo e pazienza,ma che alla fine come speriamo con tutti noi stessi che potremo veder realizzato.
Il collettivo Anguis ora come ora e' solo un pugno di ragazzi non "annoiati" ma solo Libertari e pensanti,disposti ad andare anche cotrocorrente se fosse necessario, che non chiude le porte ad aggregazione come potrebbe essere la tua che ora stai legendo questo volantino,ma la coglie a braccia aperte e con entusiasmo.
L'importante e' trovarci,l'importante e' provarci. sempre.
Riunione ogni domenica 15:00 in punto
Per sapere quando e dove chiedi a chi hai davanti.
Anguis.
quanta gioia in questo giorno di festa:
IL CIRCOLO VIZIOSO
VOGLIO SAPERE COSA PROVI MENTRE SCARTI IL TUO REGALO
CIRCONDATO DA FALSI SORRISI, DA FALSE PERSONE
CHE FANNO DI TUTTO PER PIACERE AGLI ALTRI E NON A SE STESSI
VOGLIO CONOSCERE I TUOI FINTI PRINCIPI CRISTIANI
CHE TI SPINGONO A FARE QUALCOSA CHE NON VUOI
A TRASFORMARTI IN QUELLO CHE GLI ALTRI VORREBBERO TU FOSSI
VORREI OSSERVARE CON QUALI OCCHI GUARDI LE MIGLIAIA DI LUCI CHE TI ANNEBBIANO IL CERVELLO
IL RESTO DELLA GENTE E’ FELICE, SEMBRA ENTUSIASTA
MA DENTRO COVA UN INESORABILE SENSO DI FOTTUTA IPOCRISIA
E’ UN CIRCOLO VIZIOSO!
CORRI LONTANO, PUOI ANCORA SALVARTI!
SEI ANCORA IN TEMPO!
…TROPPO TARDI…
scritto DA NAPA RxSxD